Tata Mia KabulPubblicato il 12 Febbraio 2012 alle 10:45

Asilo e scuola materna
In Afghanistan la guerra ha distrutto intere famiglie lacerando il tessuto sociale ed economico del paese. Malgrado questa situazione, la famiglia è l'istituzione più importante ed è il pilastro su cui si fonda la società afgana.
La mancanza di opportunità lavorative serie e continuative nel tempo per la popolazione afghana, sia nelle città principali sia nelle aree rurali, rendono difficile la vita in tutto l'Afghanistan ed i bambini spesso devono vivere senza quella serie di cure e di attenzioni che dovrebbero essere garantiti a tutti sin dalla prima infanzia.

L’UNDP, agenzia per lo sviluppo delle Nazioni Unite, ha dichiarato che nel 2009 l’ Afghanistan è sceso al 178mo posto (prima era al 173mo) dell’indice dello sviluppo umano. Ciò corrisponde ad un forte aumento della povertà tra la gente comune, ovvero il 70% della popolazione totale afgana vive sotto la linea di povertà che secondo la banca mondiale è fissata a meno di due dollari al giorno, 1.3 centesimi di euro.
Ecco perché anche se in una famiglia vi sono entrambi i genitori non si riesce a mantenere la prole a causa della precarietà della situazione economica in cui vive tutta la popolazione.

Si calcola che all’incirca solo 5 milioni di famiglie sul totale della popolazione, circa 25 milioni di abitanti, hanno accesso all’acqua potabile. Solo 2.6 milioni di persone hanno accesso ai servizi sanitari. Il tasso di mortalità sotto i cinque anni è molto elevato: ogni 1000 nati sono circa 257 che muoiono prima dei 5 anni per cause assolutamente curabili e prevedibili in questo paese .
Su 1000 nati sono 165 coloro che muoiono appena dopo il parto della madre, che spesso è la prima a morire e, a causa della mancanza di cure e cibo adeguato, i figli la seguono. L’Afghanistan è veramente uno dei peggiori paesi al mondo dove passare la propria infanzia se non si hanno i mezzi adeguati per rispondere ai bisogni primari.

Superata l’età dei tre anni i bambini spesso devono aiutare la famiglia o nelle faccende domestiche e nel crescere i bambini più piccoli, o nel mettere insieme un reddito. L'estrema povertà delle famiglie è la principale causa del fenomeno dei bambini di strada, bambini che vivono presso la famiglia d'origine o adottiva che, quotidianamente, devono guadagnarsi la vita mendicando, svolgendo lavori pesanti per pochi soldi, prostituendosi, tornando la sera a casa a consegnare il proprio magro guadagno giornaliero.

Questo fenomeno è in aumento sopratutto a Kabul, una città che conta oltre 3 milioni di abitanti.
Essere bambini a Kabul non è facile, e ancor di più se si è sulla strada. Si vive alla giornata, nella miseria e nella sporcizia, le case sono luoghi malsani dove si prendono malattie. Spesso si mangia carne solo una o due volte al mese. Si soffrono problemi di crescita e di salute; non si ha alcuno stimolo all'educazione ed ogni sforzo è incentrato sul trovare qualche soldo per sbarcare il lunario per se stessi, per i propri fratelli, sorelle e per i genitori.

Inoltre i bambini che vivono per strada rischiano più degli altri tutti i giorni di essere merce di scambio di ogni genere, non è un caso che si parla troppo spesso di abusi sessuali, pratica molto comunque qui in Afghanistan, specialmente a danno dei maschietti, mentre le bambine già da piccolissime vengono vendute forzandole, come spose, soprattutto a uomini ricchi che spesso sono anche molto anziani.

Un'altro dei punti focali è il pericolo del narcotraffico che spesso crea dei consumatori e dei trafficanti giovanissimi che assumono droghe per sopportare le sofferenze in cui vivono, e senza rendersi conto si trovano incastrati in un gioco più grande di loro. L'Afghanistan è il primo produttore di papavero da oppio al mondo coprendo l’80% della produzione mondiale.

Il traffico di bambini è un fiorente commercio che si è sviluppato negli ultimi cinque anni. I bambini vengono rapiti dalla strada o venduti dalle stesse loro famiglie perché troppo povere; in seguito sono inviati in altri stati, in particolare in Arabia Saudita, dove vengono impiegati come piccoli schiavi oppure finiscono per alimentare il mercato del traffico d'organi. Il traffico di bambini è stato denunciato anche dall'UNICEF (agenzia delle Nazioni Unite per l'Infanzia) che, insieme al Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali afghano, hanno cercato di porre rimedio a questo fenomeno

Per dare una misura del problema che vive tutta l’infanzia afgana, si stima che nella sola città di Kabul ci siano circa 60.000 bambini di strada che vivono in una situazione di indigenza e precarietà estrema. Sono bambini di età compresa tra i cinque e i quindici anni. La stessa indagine era stata fatta nel 2001, ma risultavano al tempo 38.000 bambini di strada quindi nel giro di pochi anni si è verificato un aumento di quasi il doppio dei bambini di strada.

PROPONENTE
Associazione 12dicembre Onlus in collaborazione con Fondazione Pangea Onlus
Alla base del lavoro dell’Associazione 12dicembre e della Fondazione c'è una profonda esigenza di giustizia sociale,naturale diritto di ogni uomo, donna e bambino; è il desiderio di creare una "Pangea dei popoli", in cui lo spirito di collaborazione, di solidarietà, di apertura all'altro e di aiuto reciproco siano i valori di riferimento.

La Fondazione Pangea Onlus supporta progetti in Afghanistan dal 2003 in stretta collaborazione con le associazioni locali, profonde conoscitrici delle necessità della società nella quale operano. Lo scopo dell'azione di 12dicembre e Pangea è quello di favorire situazioni di sviluppo, cooperando con la massima trasparenza e professionalità.
Attualmente la fondazione Pangea stà implementando un progetto di formazione e microcredito rivolto a donne vedove, orfane, donne economicamente svantaggiate, che vivono a Kabul, al fine di renderle economicamente autonome e di restituire loro un ruolo sociale, aiutandole anche a prendere coscienza dei loro diritti fondamentali, supportandole a livello sanitario e medico..
PAESE E LOCALITÀ D'INTERVENTO
Afghanistan, Kabul
DURATA
Tre anni
OBIETTIVO
Sostenere 50 donne e la vita di 200 bambini tra i tre mesi e i cinque anni, normoabili e portatori di handicap, provenienti da famiglie estremamente povere, analfabete ed in difficoltà, attraverso la possibilità gratuita di usufruire di servizi per l’infanzia: un asilo nido e una scuola materna.
PROGETTO D’INTERVENTO
Ogni progetto dell’Associazione 12dicembre e Fondazione Pangea è frutto di attenta osservazione e si pone sempre l'obiettivo di creare sviluppo e benessere per le persone di qualsiasi età e provenienza.

Pensando ad un progetto per piccolissimi, da una attenta osservazione in loco, è emersa la totale inadeguatezza di un intervento statale verso la cura dell’infanzia. Asili nido e scuole materne si contano nella città di Kabul su una mano e sono spesso a pagamento rendendo l’accesso molto selettivo.
I bambini sin dai loro primi giorni di vita si scontrano con la dura realtà dell’ambiente in cui vivono. I genitori sono indaffarati ad affrontare le difficoltà in cui si trovano le famiglie cercando di conciliare la sopravvivenza quotidiana con la cura del nucleo familiare. La difficoltà strutturale in cui versa questo paese che vive giornalmente una guerra sotterranea, e non riesce a ricostruire i servizi di base per tutta la popolazione, rende la situazione ancora più drammatica per l’infanzia che spesso è lasciata a se stessa.
Per questa serie di motivi è fondamentale poter creare un’ isola felice, in cui bambini dai tre mesi ai 5 anni, possano essere accolti e curati con un approccio educativo e giocoso, imparando a sviluppare mente, corpo ed emozioni in un ambiente tranquillo.
L’idea è quella di creare uno spazio in cui poter affidare i propri figli con serenità in maniera da aiutare quelle famiglie indigenti che non riescono a seguire i loro figli nel “normale” processo di crescita. Ciò eviterà di esporre i bambini in età tenerissima a lavori spesso troppo faticosi e responsabilizzanti rispetto alle loro possibilità, sottraendoli alla vita di strada dei piccoli mendicanti.

L’Associazione 12dicembre aiuta lo sviluppo del bambino ma si deve automaticamente sostenere anche il nucleo familiare di provenienza per questo la Fondazione Pangea si premunirà di offrire microcredito alle mamme/famiglie bisognose, inserendole nel programma già esistente per ciò che riguarda l’accesso al microcredito, l’educazione, i diritti, la salute e l’igiene.
L’obbiettivo di coinvolgere i genitori dei bambini vuole garantire il miglioramento delle condizioni di vita generali della famiglia affinché una volta terminato il percorso nell’asilo/scuola materna, i bambini siano inseriti nella scuola pubblica in maniera permanente e le loro famiglie siano economicamente in grado di mantenerlo/a nel lungo periodo.

RISULTATI SPERATI
Garantire un percorso educativo e giocoso di molti bambini ogni anno, cure mediche e vaccini nell’arco di tre anni.
Migliorare la condizione economica e culturale delle famiglie in cui vivono i bambini dell’asilo.
Assicurare un percorso di uscita dalle scuole materne verso le scuole elementari ai bambini che superano l’età dei cinque/sei anni.

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